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3 Comments

  1. 1

    nicolaspigliapoco

    Salve, volevo approfondire il tema del servizio militare in Italia e le differenze tra quello attuale e quello della seconda guerra mondiale.
    Il servizio militare, durante la seconda guerra mondiale, a differenza di quello attuale, era obbligatorio, ed era preceduto dal servizio premilitare, il quale era formato da due periodi: il primo che partiva dall’ottavo anno di età fino al raggiungimento della maggiore età, e il secondo dal compimento del 18º anno di età alla chiamata alle armi della rispettiva classe di leva, che aveva lo scopo di condurre il soldato al servizio effettivo.
    L’obbligatorietà del servizio militare è ordinariamente inattiva dal 1° gennaio 2005, a seguito di lunghi dibattiti politici, per capire se fosse giusto o meno il servizio militare obbligatorio. I vantaggi principali sono che il servizio militare avrebbe potuto aiutare i giovani sia nel loro percorso di crescita sia per quanto riguarda l’integrazione linguistica e multiculturale, inoltre, avrebbe assicurato un continuo flusso di personale giovane da impiegare per diverse mansioni ed, infine, avrebbe aiutato i giovani a conoscere realtà diverse da quelle quotidiane, in modo da motivarli per affrontare la vita in modo più consapevole. Gli svantaggi principali, invece, erano che il servizio era considerato come un’imposizione che limitava la libertà personale e che sottraeva tempo utile alla vita civile e al completamento degli studi, ed inoltre, data l’obbligatorietà del servizio spesso potevano essere arruolati soggetti provenienti da aree con disagio sociale o con precedenti giudiziari che potevano svolgere in maniera errata il proprio lavoro o che, essendo poco motivati, non sfruttavano al massimo le loro capacità. Ultimamente si è tornati a parlare dell’obbligatorietà del servizio, un dibattito sollecitato da Matteo Salvini (Vicepresidente del Consiglio e Ministro dell’interno dell’attuale governo Conte), il quale vorrebbe rilanciare il servizio militare obbligatorio in Italia. La proposta ha trovato subito la contrarietà della Ministra della Difesa Trenta, la quale afferma che la reintroduzione della leva obbligatoria avrebbe dei costi non indifferenti, e oltretutto lo Stato dovrebbe piuttosto favorire l’aumento del livello d’istruzione dei giovani piuttosto che un servizio militare obbligatorio. Quest’ultimo andrebbe considerato solo in caso di conflitti internazionali.

  2. 2

    filippo.micucci@savoiabenincasa.it

    Più che vigliacco lo chiamerei grande uomo, si è impegnato in modo alternativo nel campo di battaglia senza sopprimere vite ma salvandole. Trovo semmai ipocrita quanto espresso dall’articolo 11 della nostra Costituzione Italiana e la fiorente produzione d’armi che la nostra nazione “sforna”!

  3. 3

    Silvia Nasini

    On peut démontrer notre courage pas seulement avec des armes : notre choix d’utiliser ou pas la violence, ne nous empêche pas d’aider ou de participer à la cause à laquelle nous croyons, et l’histoire de ce jeune chrétien nous le prouve. En évitant la brutalité, nous n’étions pas de combattre, au contraire, nous choisissons notre façon de lutter, de résister et de réussir. Les hommes qui choisissent cette voie, ne sont pas des lâches, ils sont forts et courageux. On peut penser à Gandhi : il a choisi l’Ahimsa (non-violence) et il a lutté pour ses idées jusqu’à sa mort. En appliquant ces principes, Gandhi n’a pas hésité à les pousser à l’extrême de sa logique, en effet, en 1940, quand l’invasion des îles Britanniques par l’Allemagne nazie semblait imminente, Gandhi donna l’avis suivant au peuple anglais : « J’aimerais que vous déposiez les armes que vous possédez comme étant inutiles pour vous sauver, vous ou l’humanité». Je vous laisse une petite citation pour réfléchir à tout cela : « Œil pour œil et le monde finira aveugle. »

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