TRIS… DI SPORT: BUON APPETITO!
Vi siete “rimpinzati” durante le vacanze? Beh è arrivato il momento di “rimettersi in pista”!
Lo sport è molto importante: l’attività fisica infatti rappresenta un’azione benefica, non solo per la salute del corpo, ma anche della psiche. Mens sana in corpore sano!
L’esercizio fisico, ad esempio, può aiutare a ridurre il rischio di obesità, cancro e diabete, equilibrare le calorie assunte durante la giornata e ad avere un giusto peso.
Inoltre è stato confermato che l’attività fisica sia in grado di apportare miglioramenti psicologici a breve e lungo termine, si può notare ad esempio un positivo cambiamento nella percezione di sé, un incremento dell’energia e dell’entusiasmo durante lo svolgimento delle attività di tutti i giorni, un aumento del buon umore, una diminuzione dello stato depressivo ed una maggiore fiducia in sé stessi.
Lo sport è fondamentale soprattutto durante l’adolescenza perché, oltre ad essere importante a livello fisico e mentale, ci insegna i valori della vita, come la lealtà, il rispetto e la tolleranza verso gli altri.
Per testimoniare i benefici che porta lo sport, parleremo delle nostre esperienze personali.
GIULIA
Mi chiamo Giulia, ho sedici anni e mi sento di dire che la danza è parte fondamentale della mia vita.
Non potrei farne a meno in quanto fonte di creatività, pur se un momento “puro”, nel quale riesco ad isolarmi da tutto ciò che mi circonda. Mi ha aiutato a superare paure, a mettermi in gioco ed essere veramente me stessa, nonostante sia prima di tutto sacrificio, dedizione e disciplina.
Mi ha insegnato infatti quanto sia difficile raggiungere i propri obiettivi e di quanto sudore e fatica ci siano dietro ad ogni singolo passo e movimento.
Ogni volta che ho un problema o sono preoccupata per qualcosa, la danza è sempre un punto fermo, nel quale posso rifugiarmi e sfogarmi.
La danza mi aiuta ogni giorno a conoscere meglio il mio corpo, a formare il mio carattere e a liberarmi da tutto e da tutti; però, essendo una disciplina, mi insegna quotidianamente il rispetto delle regole, degli orari e ad avere cura del proprio aspetto.
Anche a livello fisico aiuta molto, infatti dà molti benefici come tonificare i muscoli e migliorare la postura, ci rende più coordinati e migliora l’equilibrio.
Potremmo dire quindi che questa disciplina è un ottimo antidoto per mente e corpo.
Mi chiamo Daniele e a 6 anni iniziai a praticare la pallacanestro; del resto tutta la mia famiglia ne è sempre stata appassionata. Dal momento in cui ho giocato per la prima volta con quella palla a spicchi, non ho più smesso. Crescendo ho preso sempre più seriamente la pallacanestro, spendendo ore e ore in palestra, girando per la regione e per la nazione per affrontare coloro che condividono la mia stessa passione.
Il basket mi ha trasmesso tanti valori ed insegnamenti, aiutandomi a costruire quello che è il mio carattere. Mi ha fatto capire cos’è la disciplina, il sacrificio, il duro lavoro, la passione, la voglia di vincere, la frustrazione per la sconfitta e la voglia di migliorarsi sempre. Essendo uno sport di squadra, ho condiviso il tutto con dei compagni ed ho sviluppato delle qualità come l’altruismo, il rispetto, la lealtà e la capacità di sostenere un amico.
La pallacanestro, inoltre, aiuta il corpo a restare sempre in forma, ma mantiene anche la mente allenata e reattiva per risolvere le situazioni di gioco che si presentano in campo.
Questo gioco è stato e continua a essere parte fondante della mia vita, e, siccome è un gioco, va sempre affrontato con il sorriso.
AKWASI
Ho sempre giocato e amato a questo sport fin da quando possa ricordare: ho infatti iniziato a giocare al campetto dell’oratorio… Il calcio era fino a due anni fa il mio unico modo per sfogarmi, quando ero più piccolo, quando litigavo con mamma o con papà, la prima cosa che facevo era prendere il pallone e scendere di sotto e giocare, a volte anche da solo.
A 10 anni ho iniziato a giocare in una squadra vera e propria e li ho imparato a rispettare le regole, mi ha dato cioè disciplina, insegnandomi che ad ogni azione corrispondeva una reazione, se arrivavi in ritardo ad esempio, dovevi fare qualche giro di campo in più!-/ Infatti l’unica volta che sia mai stato puntuale per qualcosa erano gli allenamenti.
Devo anche ammettere però che quando ancora giocavo, ero molto organizzato, perché ero sempre pieno di impegni, mentre invece adesso tendo a rilassarmi troppo, procrastinando con i compiti e con lo studio. Ormai non gioco a calcio da due anni e mi manca molto divertirmi con i compagni di squadra, scorazzare sulla fascia, litigare con l’allenatore, coi compagni di squadra per un passaggio sbagliato e soprattutto con gli arbitri… Insomma credo che dovrei proprio ricominciare a giocare!-)
GIULIA BASADONNE, DANIELE FILIPPETTI e AKWASI KEY-MENSAH, 3B ESABAC






