Durante la Giornata Internazionale delle Lingue Europee, del 26 settembre 2022 (link articolo ) sono stati premiati gli studenti più meritevoli del nostro Istituto, che si sono distinti per le traduzioni svolte nel concorso “Juvenes Translatores” e in questa occasione, la Redazione SB OnLine ha avuto l’occasione di intervistare la vincitrice italiana in lingua spagnola, a.s. 2020-21.
Viola Pipitone, al tempo studentessa della 4BL Esabac, ha vinto il concorso con la sua traduzione di un testo spagnolo. Ora vi renderemo partecipi dell’intervista che le abbiamo fatto 😉
Come ti senti a ritornare qui al Savoia Benincasa che hai frequentato per cinque anni?
Viola: È un po’ strano: da una parte sembra non sia cambiato niente, ritorno in luoghi che conosco e che mi sono familiari, ma questa volta vengo… Da esterna, quasi “da estranea”. Rivedo le stesse cose che ho vissuto ogni giorno ma non è più la mia quotidianità.
Perché ora che cosa fai? Lavori, studi, oppure…?
Viola: Adesso studio all’Università di Bologna, nella Facoltà di Lettere e Culture letterarie europee. È un corso di lettere che ha la possibilità di conseguire la doppia laurea in francese. Questo è uno studio diverso dalle “solite” lettere moderne, perché è improntato sullo studio sinottico delle varie letterature e sul confronto tra le varie culture europee.
Quindi conseguire presso l’IIS Savoia Benincasa, nel corso triennale ESABAC, il doppio diploma (Maturità e Baccalauréat) ti è stato utile?
Viola: Sì, perché frequentando questa facoltà bolognese, sto proseguendo il percorso del doppio diploma, conseguito nel corso triennale ESABAC del Savoia Benincasa.
Quali sono in breve i pro e i contro della “scelta del corso Esabac”?
Viola: Dal mio punto di vista non ci sono contro: il corso ti aiuta con la lingua, ti permette di studiare la storia partendo dai documenti (come foto o quadri) e sviluppando in seguito collegamenti interessantissimi e per nulla banali… Non esiste il confronto con le tradizionali lezioni di storia, piene di date e nomi da ricordare a memoria!-)
Ma sinceramente, Viola, avresti mai immaginato di ricevere questo premio?
Viola: Assolutamente no. Ho deciso di affrontare la prova come sfida con me stessa. Anche quando ci hanno detto che c’era un vincitore all’interno della scuola, non immaginavo di essere io: figurarsi quando sono risultata campionessa italiana!
E cosa hai provato durante l’esperienza di “Juvenes Translatores”? È stata dura?
Viola: In sé per sé non è stata dura anzi, io l’ho presa “come un gioco”: dato che mi piace scrivere, io non l’ho considerata come una prova ma come un divertimento. L’unica cosa che mi ha scoraggiata è stata che all’inizio ho avuto problemi tecnici, quindi ho dovuto iniziare a scrivere sulla carta e poi trascrivere tutto al computer.
Hai dei consigli per i nostri lettori del IV liceo linguistico, che quest’anno ’22-’23 parteciperanno a Juvenes Translatores?
Viola: Consiglio di non tradurre in maniera schematica come se doveste farlo con un libretto di istruzioni; al contrario voi siete il mezzo che dà vita a un testo in un’altra lingua: dovete pensare di trasmettere lo stesso messaggio e la “stessa atmosfera” del testo di origine in italiano.
Che ricordo, nel complesso, ti porterai con te di questo percorso?
Viola: Sicuramente vedere che quello che stavo facendo apparteneva a qualcosa di molto più grande: durante il lockdown ho partecipato a numerose interviste in videochiamata con altri vincitori, provenienti da tutta Europa… Questo mi ha permesso di comprendere quanto questo progetto fosse universale.
GIULIA CARLONI, MARTA MANCINI, ANITA MARCOSIGNORI e VALERIA SCIORE 4BL





